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Alphabet C-level Insights: adattarsi alle nuove regole di elettrificazione in Europa

MONACO, 05/03/2025 – Negli ultimi anni, sussidi, sgravi fiscali, incentivi e contributi sono stati utilizzati in molti paesi europei per accelerare la transizione ai veicoli elettrici (EV) da parte di aziende e clienti. Con l’avvicinarsi di scadenze cruciali, come il divieto dell'Unione Europea sui veicoli a motore a combustione interna (ICE), previsto per il 2035, la narrazione sta cambiando. Sempre più spesso, i regolatori si stanno affidando a mandati normativi a tempo determinato per guidare la prossima fase della transizione energetica.
Cambio di rotta: dagli incentivi alle restrizioni
Negli ultimi anni, i governi europei hanno ampiamente utilizzato incentivi finanziari, come sussidi per l'acquisto di veicoli elettrici e lo sviluppo dell'infrastruttura di ricarica, per promuovere l'adozione di veicoli a zero emissioni. Tuttavia, questo approccio basato sugli incentivi sta ora lasciando il posto a misure più restrittive.
In particolare, in mercati leader come i Paesi Bassi, gli incentivi che hanno guidato la popolarità dei veicoli elettrici stanno gradualmente venendo meno. "Gli incentivi in atto negli ultimi anni e che hanno guidato la popolarità dei veicoli elettrici nei Paesi Bassi, lasciano ora spazio a misure più stringenti man mano che si avvicina rapidamente l'obiettivo dell'UE di avere nuove auto completamente elettriche entro il 2035", spiega Mike Wetherell, CEO di Alphabet Netherlands.
Questa trasformazione strategica riflette la volontà dei regolatori di accelerare il ritmo di adozione dei veicoli elettrici e garantire il raggiungimento degli obiettivi climatici. Spinti dall’urgenza dei divieti previsti per il 2035, anziché affidarsi agli incentivi, i governi stanno introducendo mandati normativi più rigorosi, come ad esempio requisiti di rendicontazione delle emissioni nell'ambito della Direttiva sulla rendicontazione sulla sostenibilità aziendale (CSRD).

Guardando al futuro: anticipare i cambiamenti fino al 2030 e oltre
Secondo Nikolaus Engleitner, CCO di Alphabet Austria, "un approccio più severo è già in atto in Austria, dove sono presenti sempre più obblighi legali che devono essere soddisfatti dalle aziende e non c'è più modo di aggirare la sostenibilità - ad esempio, gli obblighi della SRD, le verifiche obbligatorie sull'efficienza energetica, ecc.".

Simili tendenze possono essere osservate anche in altri mercati chiave, come il Regno Unito. Come riportato dal CEO Mike Dennett: "A partire dal 2025, la maggior parte delle aziende sarà tenuta a iniziare a raccogliere dati per divulgare le proprie emissioni di gas serra nell'ambito dei diversi Scope 1, Scope 2 e, se del caso, Scope 3, in linea con la loro strategia e il processo di gestione dei rischi. In base alla loro capacità di rendicontazione, questo avrà un effetto sulle piccole e medie imprese (PMI), ma ci vorranno diversi anni perché il suo impatto completo venga avvertito."

Secondo le previsioni, il periodo tra oggi e il 2030 sarà caratterizzato da una dinamica di mercato piuttosto stabile per i veicoli elettrici (EV). L'adozione di questi veicoli non subirà né una brusca accelerazione, né un crollo significativo, rimanendo in una fase di relativa stagnazione. In questo contesto, le flotte aziendali rappresenteranno il principale motore della domanda. Le aziende, infatti, daranno sempre più priorità alla sostenibilità e alla conformità normativa, piuttosto che all'interesse volontario dei dipendenti. Questa fase di transizione sottolinea il ruolo attivo che le imprese dovranno svolgere per colmare il divario lasciato dal ritiro dei sussidi, normalizzando l'utilizzo di veicoli elettrici attraverso le proprie flotte e fungendo da esempio virtuoso. Tuttavia, come spiegato da Mike Wetherell, questa situazione è destinata a cambiare in futuro. La pressione sempre maggiore esercitata da governi e regolatori per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità entro il 2035 farà sì che il 2030 segni un punto di svolta significativo nelle vendite di veicoli elettrici a batteria (BEV). Secondo le sue previsioni, la quota di mercato dei BEV crescerà in modo sostanziale dopo il 2030.
Entro il 2030, è probabile che l'approccio regolatorio diventi il principale fattore trainante per l'adozione di veicoli elettrici. Le misure normative, come limiti di emissione più severi, requisiti di rendicontazione aziendale e il divieto imminente dei motori a combustione interna, lasceranno a imprese e consumatori poca scelta se non quella di effettuare la transizione verso veicoli a zero emissioni. Jesper Lyndberg, CEO di Alphabet International, condivide una prospettiva simile: "Guardando al futuro, ci aspettiamo che l'elettrificazione delle flotte acceleri man mano che la tecnologia dei veicoli elettrici diventa più accessibile e i requisiti normativi europei si intensificano." Un fattore secondario che sta ulteriormente favorendo questo sviluppo negli anni a venire è la nascita di un vero e proprio secondo mercato per i veicoli elettrici. Come aggiunge Lyndberg: "Inoltre, prevediamo un crescente interesse per le opzioni di 'seconda vita' per i veicoli elettrici, come il re-leasing, che aiutano a gestire i costi e migliorare la sostenibilità di ciascun veicolo."

Attraversare il cambiamento normativo: il ruolo delle flotte aziendali
Mentre i governi spostano l'attenzione dagli incentivi all'applicazione delle norme, le flotte aziendali sono destinate a svolgere un ruolo ancora più cruciale nell'adozione dei veicoli elettrici. Le aziende che effettuano la transizione per prime non solo si allineano alle prossime normative, ma si posizionano anche come leader nella sostenibilità, un fattore chiave per soddisfare i criteri ESG e mantenere il proprio vantaggio competitivo.
In questo contesto, i fornitori di noleggio e mobilità come Alphabet sono ben posizionati per supportare le imprese durante questa transizione. Grazie a soluzioni su misura, come opzioni di noleggio flessibili a medio e lungo termine, e l'accesso a ecosistemi di ricarica completi, queste aziende possono aiutare le imprese a rispettare le normative, garantendo al contempo un passaggio fluido ed economico verso una mobilità sostenibile.